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Fiera dei Fondi 2026, Torino al centro della finanza alternativa: il Piemonte tra le regioni più dinamiche d’Italia

31/03/2026

Fiera dei Fondi 2026, Torino al centro della finanza alternativa: il Piemonte tra le regioni più dinamiche d’Italia

Torino torna a proporsi come uno dei punti di riferimento nazionali per il confronto tra imprese e capitali con la quarta edizione della Fiera dei Fondi, la vetrina dedicata alla finanza alternativa organizzata dalla Piccola Industria dell’Unione Industriali Torino in partnership con Aifi e Borsa Italiana. L’appuntamento, che ha riunito oltre 200 operatori e imprese, conferma la volontà di rafforzare un ecosistema in cui private equity, venture capital, private debt e mercati pubblici non siano strumenti riservati a poche realtà, ma leve sempre più accessibili per accompagnare la crescita delle piccole e medie imprese.

Il quadro da cui parte l’edizione 2026 è significativo. Secondo il più recente rapporto Aifi, nel 2025 il Piemonte ha registrato 56 operazioni complessive, in aumento rispetto alle 48 del 2024, collocandosi al terzo posto in Italia per numero di investimenti nel private equity e venture capital. Un dato che conferma la vivacità della regione e che, guardando alla serie storica, trova un precedente migliore soltanto nel 2022, quando le operazioni furono 63. Dentro una cornice nazionale in cui il numero degli investimenti è cresciuto del 21 per cento, fino a quota 887, il Piemonte consolida dunque il proprio ruolo in uno dei comparti più sensibili per l’evoluzione del sistema imprenditoriale.

Un appuntamento che rafforza il dialogo tra imprese e investitori

La Fiera dei Fondi nasce proprio con questo obiettivo: creare uno spazio concreto di incontro tra chi cerca risorse per crescere e chi, attraverso strumenti diversi dal credito bancario tradizionale, può accompagnare processi di innovazione, sviluppo dimensionale e apertura ai mercati internazionali. Nelle parole di Manuele Musso, presidente della Piccola Industria dell’Unione Industriali Torino, il senso dell’iniziativa è chiaro: ampliare gli strumenti finanziari a disposizione delle PMI, offrendo nuove forme di capitale capaci di sostenere investimenti, stabilità e competitività.

Il dato piemontese, letto in questa prospettiva, diventa anche il segnale di una maturazione culturale del tessuto produttivo. La crescita delle operazioni di private capital non racconta soltanto un aumento numerico, ma suggerisce una maggiore familiarità delle imprese con strumenti che fino a pochi anni fa apparivano lontani o confinati a contesti più grandi. Per Musso, favorire l’incontro tra aziende e investitori significa rafforzare il sistema produttivo e accompagnare le PMI verso modelli di sviluppo più solidi, meno esposti e più capaci di reggere la competizione.

Private capital e mercati dei capitali nelle nuove sfide dell’economia

Nel corso dell’evento è emersa con forza anche una riflessione sul contesto economico generale. Innocenzo Cipolletta, presidente di Aifi, ha richiamato un quadro internazionale segnato da guerre, tensioni e shock energetici, osservando però come il sistema economico globale continui a muoversi in un equilibrio complesso, nel quale le banche centrali risultano oggi più attrezzate ad affrontare le crisi rispetto al passato. In uno scenario di questo tipo, il private capital viene letto come uno strumento di accompagnamento per le imprese, utile a rafforzarne la capacità di adattamento e a gestire con maggiore consapevolezza i rischi futuri.

Accanto a questa lettura, Borsa Italiana ha ribadito il valore dei mercati dei capitali per lo sviluppo delle piccole e medie imprese. Il tema della quotazione è stato presentato non come un’opzione riservata a poche società, ma come un acceleratore di crescita, capace di fornire alle aziende strumenti adeguati per passare da una dimensione locale a un posizionamento più ambizioso. In questa prospettiva si inseriscono anche percorsi strutturati come IPOready, pensati per accompagnare le imprese che guardano alla Borsa come leva strategica di evoluzione.

Due momenti distinti tra confronto pubblico e incontri individuali

Come nelle edizioni precedenti, anche la Fiera dei Fondi 2026 è stata articolata in due momenti. La prima parte, ospitata al Centro Congressi dell’Unione Industriali Torino, ha visto una sessione pubblica con interventi, analisi e casi concreti. Dopo i saluti del presidente dell’Unione Industriali Torino Marco Gay e dello stesso Cipolletta, si sono susseguiti contributi dedicati alle iniziative a sostegno del private equity, del venture capital e del private debt, oltre a testimonianze aziendali e approfondimenti sui percorsi di crescita finanziaria.

Sul palco sono intervenuti, tra gli altri, esponenti di Finpiemonte, Aifi, Anthilia Capital Partners, Gradiente SGR, Euronext Group e imprenditori protagonisti di esperienze aziendali considerate di successo. La seconda parte della giornata ha invece lasciato spazio agli incontri One to One, formula che consente un confronto più diretto e operativo tra imprese e investitori. Hanno partecipato realtà come Anthilia Capital Partners SGR, Gradiente SGR, Andera Partners, Clessidra Capital Credit Sgr, Anima Alternative, Cassa Depositi e Prestiti, Elite, Borsa Italiana e Finpiemonte.

Il Piemonte consolida il suo ruolo nella finanza per la crescita

Il messaggio che esce dalla quarta edizione della Fiera dei Fondi è netto: il Piemonte non si limita a osservare da vicino l’evoluzione della finanza alternativa, ma prova a ritagliarsi un ruolo stabile dentro questa trasformazione. I numeri del 2025, il livello degli operatori coinvolti e la continuità dell’evento indicano un territorio che sta consolidando la propria capacità di attrarre capitali e di costruire un dialogo più maturo tra imprese, investitori e istituzioni.

Per Torino e per l’intero sistema regionale, la sfida non è soltanto aumentare il numero delle operazioni, ma fare in modo che questi strumenti diventino parte di una strategia industriale più ampia, capace di sostenere innovazione, occupazione qualificata e crescita dimensionale. È su questo terreno che la Fiera dei Fondi cerca di posizionarsi: non come semplice appuntamento di settore, ma come luogo in cui si misura il grado di evoluzione finanziaria delle PMI e, insieme, la capacità del territorio di accompagnarle verso un futuro più competitivo.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.