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Imprese giovanili in Piemonte, calo di 7mila unità in dieci anni: cambia il modello imprenditoriale

01/04/2026

Imprese giovanili in Piemonte, calo di 7mila unità in dieci anni: cambia il modello imprenditoriale

Il panorama dell’imprenditoria giovanile in Piemonte attraversa una fase di trasformazione significativa, segnata da una contrazione numerica e da un progressivo spostamento verso nuovi settori. I dati relativi all’ultimo decennio restituiscono un quadro chiaro: tra il 2015 e il 2025 le imprese guidate da under 35 sono diminuite di oltre 7mila unità, passando da 43.487 a 36.228.

Una riduzione che si traduce in una flessione di circa il 17% e che supera, per intensità, il calo registrato complessivamente dal sistema imprenditoriale regionale. Un segnale che evidenzia dinamiche specifiche legate alle nuove generazioni e alla loro presenza nel mondo produttivo.

Le cause del calo tra dinamiche demografiche e ricambio insufficiente

La diminuzione delle imprese giovanili non è riconducibile a un unico fattore, ma nasce dall’intreccio di più dinamiche. Da un lato, si registra la chiusura di numerose attività avviate da giovani imprenditori; dall’altro, il progressivo invecchiamento degli stessi titolari comporta l’uscita dal perimetro statistico degli under 35.

Questo processo non è stato compensato da un numero sufficiente di nuove aperture, determinando uno squilibrio nel ricambio generazionale. A incidere è anche il contesto demografico, caratterizzato da una riduzione della popolazione giovanile, elemento che limita naturalmente il bacino di potenziali nuovi imprenditori.

L’analisi dei dati del Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi evidenzia come queste dinamiche si inseriscano in un quadro più ampio, dove fattori economici, sociali e demografici si influenzano reciprocamente.

Nuovi settori e trasformazione del tessuto produttivo

Accanto alla contrazione numerica, emerge con chiarezza un cambiamento nella composizione settoriale delle imprese giovanili. Le nuove generazioni mostrano una crescente propensione verso ambiti legati all’ICT e ai servizi alle imprese, settori che offrono maggiore flessibilità e opportunità di innovazione.

Parallelamente, si osserva un ridimensionamento delle attività tradizionali, come commercio, artigianato e agricoltura, che storicamente rappresentavano una parte rilevante dell’imprenditoria giovanile. Questo spostamento riflette un’evoluzione nelle competenze, nelle aspettative e nei modelli di business adottati dai giovani.

Il risultato è un tessuto imprenditoriale in trasformazione, in cui la dimensione tecnologica e la specializzazione assumono un peso crescente. Un cambiamento che, pur accompagnato da una riduzione numerica, indica una ridefinizione delle modalità con cui le nuove generazioni si inseriscono nel sistema economico.

Il quadro che emerge invita a una riflessione sulle politiche di sostegno all’imprenditoria giovanile, con l’obiettivo di favorire non solo la nascita di nuove imprese, ma anche la loro capacità di consolidarsi e crescere nel tempo, in un contesto in continua evoluzione.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.