Alessandria, droga in città e carcere: 12 arresti
28/04/2026
La Polizia di Stato di Alessandria ha eseguito 17 misure cautelari, tra cui 12 arresti in carcere, nell’ambito di una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica e finalizzata al contrasto del traffico di stupefacenti nel capoluogo, con 25 persone complessivamente indagate.
Una rete di spaccio tra cocaina e hashish
L’attività investigativa, condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Alessandria, ha permesso di ricostruire una rete articolata di vendita di droga attiva in città, concentrata soprattutto sulla cessione di cocaina e hashish. Il lavoro degli investigatori ha riguardato sia la vendita al dettaglio delle singole dosi sia le modalità di approvvigionamento delle sostanze, consentendo di delineare ruoli, contatti e responsabilità attribuite agli indagati.
Secondo quanto emerso dall’indagine, il gruppo avrebbe gestito quantitativi consistenti di stupefacente, destinati al mercato locale. Le verifiche hanno permesso di raccogliere elementi su diversi passaggi della filiera, dall’arrivo della droga alla successiva distribuzione, fino alla vendita agli acquirenti finali.
Nel corso dell’attività sono stati sequestrati, oltre a varie dosi di sostanza stupefacente, più di 10 mila euro in contanti, ritenuti dagli investigatori collegati all’attività di spaccio. L’operazione del fine settimana rappresenta l’esito di un lavoro prolungato, sviluppato attraverso osservazioni, riscontri e accertamenti coordinati dall’autorità giudiziaria.
Droga anche nella Casa circondariale Cantiello e Gaeta
Un ulteriore filone dell’inchiesta ha riguardato la presunta introduzione di droga nella Casa circondariale Cantiello e Gaeta di Alessandria. Alcuni indagati, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero riusciti a organizzare l’ingresso dello stupefacente nella struttura carceraria attraverso contatti telefonici, con l’obiettivo di rivenderlo ad altri detenuti a prezzi più alti rispetto a quelli praticati all’esterno.
Le modalità individuate dagli investigatori sarebbero state diverse. In alcuni casi la sostanza sarebbe stata lanciata oltre le mura perimetrali del carcere; in altri, invece, sarebbe stato sfruttato il momento dei colloqui tra detenuti e familiari. Nel corso degli ultimi mesi erano già stati eseguiti numerosi arresti collegati a questo filone, compreso quello, a inizio aprile, di due cittadini marocchini trovati in possesso di circa 1,2 chili di hashish durante una perquisizione delegata dall’autorità giudiziaria.
Cellulari destinati al carcere e indagini ancora aperte
Nel quadro dell’inchiesta sono stati sequestrati anche tre telefoni cellulari di piccole dimensioni, ritenuti destinati a essere introdotti all’interno della casa circondariale. Il dato conferma l’attenzione degli investigatori verso i canali di comunicazione utilizzati per coordinare l’attività illecita e mantenere contatti tra interno ed esterno della struttura.
La Polizia di Stato ha diffuso i dettagli dell’operazione per ragioni di pubblico interesse legate alla sicurezza. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini e, per tutte le persone coinvolte, resta valido il principio di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.
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