Alessandria, mense self-service in due primarie dal 20 aprile
21/04/2026
Parte da lunedì 20 aprile la sperimentazione delle nuove linee self-service nelle mense scolastiche di Alessandria. Il progetto, promosso dall’Amministrazione comunale insieme a CIRFOOD, azienda affidataria del servizio di ristorazione scolastica, coinvolge in questa prima fase due scuole primarie cittadine: la “Caduti per la Libertà”, nel plesso Sibilla Aleramo, e la “Morando”, nel plesso Bovio-Cavour.
La sperimentazione parte in due scuole con spazi più ampi
La scelta di avviare il nuovo sistema proprio in questi due istituti non è casuale. Il Comune ha individuato refettori con ambienti più ampi e adatti a sostenere una modalità diversa di distribuzione del pasto, pensata per accompagnare bambine e bambini verso una gestione più autonoma del momento del pranzo. L’iniziativa, annunciata nei mesi scorsi, era già stata illustrata alle dirigenti scolastiche, al personale docente e agli alunni interessati, raccogliendo attenzione e curiosità.
Il cambiamento introdotto riguarda infatti non soltanto l’organizzazione pratica della mensa, ma anche l’impostazione educativa che accompagna il servizio. L’idea di fondo è trasformare il pranzo scolastico in un’occasione formativa quotidiana, nella quale i più piccoli possano maturare maggiore consapevolezza nelle scelte alimentari, imparando a rapportarsi al cibo, ai tempi dell’attesa e alle regole della vita collettiva in modo più diretto.
Autonomia, educazione alimentare e meno sprechi
Secondo quanto spiegato dall’amministrazione, l’introduzione del self-service punta a favorire un percorso guidato in cui autonomia e responsabilità si sviluppano insieme, mantenendo sempre alta l’attenzione sugli aspetti nutrizionali ed educativi. La novità viene presentata come un’evoluzione del servizio mensa, capace di incidere anche sul rapporto dei bambini con il cibo e con la gestione delle porzioni.
Nel progetto trova spazio anche il tema della riduzione degli sprechi, insieme a quello del rispetto per l’ambiente. L’esperienza del self-service, secondo il Comune, può aiutare gli alunni a comprendere meglio il valore del pasto, il funzionamento della mensa e il peso delle proprie scelte quotidiane, dentro un contesto scolastico che continua a essere luogo di apprendimento anche oltre l’attività in aula.
L’assessora Molina: “Percorso graduale, poi possibile estensione”
Sulla partenza della fase sperimentale è intervenuta l’assessora alla Pubblica Istruzione Irene Molina, che ha sottolineato il carattere progressivo dell’iniziativa. “Avviamo finalmente la fase di sperimentazione del servizio self-service: abbiamo scelto, per iniziare, due scuole con refettori ampi e spazi adeguati alla nuova modalità di fruizione del pasto”, spiega. “La trasformazione avverrà gradualmente per abituare tutte e tutti e, se la proposta troverà una buona accoglienza, verrà man mano diffusa in altri refettori”.
Molina richiama anche le esperienze già realizzate in altri contesti, dove il servizio ha prodotto effetti positivi sul piano dell’autonomia e della soddisfazione dei bambini. “L’avvio del self-service nelle mense scolastiche, dove già sperimentato, ha determinato una maggiore autonomia e anche maggior soddisfazione da parte di bimbe e bimbi”, osserva l’assessora, collegando il progetto a una funzione educativa più ampia della scuola. Tra gli aspetti richiamati ci sono il rapporto con il cibo, la gestione dei tempi di attesa, la limitazione degli sprechi e la sensibilità ambientale, temi che il nuovo assetto della mensa punta a rendere più concreti nella quotidianità scolastica.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to