Piemonte, restano 28 Ipab da chiudere o trasformare dopo il riordino
21/04/2026
Sono ancora 28 le Ipab piemontesi che non hanno completato il percorso previsto dalla legge regionale di riordino 12 del 2017: 10 devono essere trasformate, mentre 18 risultano da estinguere o già in liquidazione. È il quadro emerso in Quarta Commissione, dove l’assessorato alle Politiche sociali e all’integrazione sociosanitaria ha illustrato i dati aggiornati sullo stato di attuazione della riforma e dove è arrivato un parere di massima favorevole, a maggioranza, sulla proposta di legge firmata da Mauro Fava di Forza Italia, che interviene proprio con alcune modifiche alla normativa in vigore.
Dal 2017 a oggi il numero delle Ipab si è drasticamente ridotto
Quando la legge entrò in vigore, sul territorio regionale erano presenti 242 Ipab, le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza chiamate a scegliere tra la trasformazione in aziende pubbliche di servizi alla persona oppure il passaggio a persone giuridiche di diritto privato, a seconda dei requisiti posseduti. Oggi il quadro è molto cambiato.
Delle 242 strutture iniziali, 21 sono state trasformate in Apsp. Di queste, 19 sono case di riposo, una opera a sostegno di famiglie, minori, giovani e donne vittime di violenza, mentre una si è poi estinta. Sul versante della privatizzazione, 119 Ipab sono diventate enti di diritto privato: 7 associazioni e 112 fondazioni. Anche in questo caso, però, il percorso non è rimasto immutato, perché in seguito 3 enti si sono estinti e 40 sono transitati nel Registro unico nazionale del Terzo Settore.
Accanto a queste trasformazioni, si contano poi 64 Ipab estinte. Restano quindi 28 situazioni ancora aperte, suddivise tra enti da trasformare ed enti in fase di estinzione o liquidazione. Tra le 10 realtà ancora da convertire figurano 5 strutture residenziali socioassistenziali, 2 scuole dell’infanzia e altre istituzioni impegnate in attività differenti.
I dati economici e il confronto in Commissione
Nel corso dell’informativa sono stati forniti anche elementi economici relativi al triennio 2022-2024, l’ultimo per il quale risultano disponibili, per tutti gli enti interessati, i bilanci approvati. Tra le 20 Apsp considerate in questa rilevazione, 5 presentano un valore della produzione compreso tra 1,5 e 2 milioni di euro, 10 superano i 2 milioni e 5 vanno oltre i 3 milioni.
Più contenuti, invece, i numeri riferiti alle Ipab ancora da trasformare. In questo gruppo, infatti, una sola struttura registra un valore della produzione superiore ai 2 milioni di euro, mentre tutte le altre si collocano al di sotto di quella soglia oppure hanno affidato in concessione la gestione della loro attività principale. Un dato che contribuisce a restituire la dimensione e la natura degli enti che non hanno ancora concluso il percorso previsto dalla riforma.
La proposta di legge e i prossimi passaggi in Consiglio
La proposta di legge, che introduce alcune modifiche alla 12/2017, ha ottenuto in Commissione un parere di massima favorevole a maggioranza. Prima dell’approdo in aula dovrà però passare in Prima Commissione, chiamata a esaminare la clausola di invarianza finanziaria. Solo dopo questo ulteriore passaggio il testo potrà essere votato dal Consiglio regionale.
Per l’esame in aula sono già stati indicati i relatori: Mauro Fava per la maggioranza e Domenico Ravetti del Partito democratico per l’opposizione. Nel dibattito sono intervenuti anche Monica Canalis e Silvio Magliano, rispettivamente per il Pd e per Lista Cirio.
Il vicepresidente Maurizio Marrone ha ricordato che la Regione mantiene un ruolo di verifica sul rispetto degli statuti e di controllo sulla regolarità della gestione. Ha inoltre assicurato un approfondimento ulteriore sul processo di trasformazione ancora aperto e sulle criticità sollevate dall’opposizione, con particolare attenzione alle osservazioni formulate dal gruppo del Partito democratico. Il riordino delle Ipab, a quasi dieci anni dalla legge regionale, resta dunque un cantiere amministrativo non ancora chiuso, con una parte degli enti già approdata a un nuovo assetto e un’altra ancora sospesa tra trasformazione, liquidazione e cessazione definitiva.
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