Piemonte, il Consiglio regionale apre l’Aula con una studentessa per il 25 Aprile
22/04/2026
La seduta odierna del Consiglio regionale del Piemonte si è aperta in modo eccezionale con l’intervento di Emma Bersotti, studentessa della classe 5ªA del Liceo Classico e Musicale “Cavour” di Torino e vincitrice del Torneo di Dibattito 2026, invitata a prendere la parola in occasione delle celebrazioni per la Festa della Liberazione. Un gesto dal forte valore simbolico, che ha portato nell’Aula legislativa la voce di una giovane chiamata a riflettere sul significato del 25 Aprile, sul ruolo delle nuove generazioni e sull’eredità civile della Resistenza.
L’apertura dei lavori tra memoria istituzionale e impegno civile
L’intervento della studentessa è stato preceduto dalle allocuzioni del presidente del Consiglio regionale Davide Nicco e del vicepresidente Domenico Ravetti, che presiede anche il Comitato Resistenza e Costituzione. Entrambi hanno richiamato il significato storico e civile della ricorrenza, ribadendo il valore del 25 Aprile come data fondativa della democrazia italiana e come momento centrale della memoria pubblica piemontese.
Nel corso degli interventi è stata sottolineata anche un’iniziativa promossa dall’Assemblea legislativa e rivolta ai Comuni piemontesi: la proposta di valutare, durante il 2026, l’intitolazione di uno spazio pubblico a una figura femminile che abbia contribuito alla storia, alla cultura, alla scienza o alla vita civile e sociale del Paese. Una scelta che il Consiglio regionale presenta come un gesto concreto per rafforzare la memoria collettiva e offrire alle nuove generazioni esempi positivi di impegno, responsabilità e talento, rendendo più visibile nello spazio pubblico il contributo delle donne alla costruzione del presente.
La voce di una studentessa per raccontare il senso della Resistenza
Accompagnata dal dirigente scolastico e da alcuni insegnanti, Emma Bersotti ha posto al centro del suo intervento il ruolo dei giovani nella Resistenza, ricordando come gran parte dei partigiani fosse composta da ragazzi poco più che ventenni, cresciuti sotto il fascismo ma capaci di scegliere la libertà, la democrazia e la responsabilità civile. La sua riflessione ha ricondotto la Liberazione non soltanto alla dimensione della memoria storica, ma anche a quella della partecipazione attiva e del confronto democratico.
La studentessa ha descritto la Resistenza come un vero laboratorio politico e civile, fondamento della Repubblica e della Costituzione italiana, con un riferimento particolare al Piemonte e a Torino, territori in cui quella stagione ha lasciato un’impronta profonda. Ricordarla oggi, ha evidenziato, significa riaffermare i valori antifascisti come base comune della cittadinanza e come bussola necessaria per orientarsi in un presente segnato da complessità, tensioni e nuove domande di libertà.
Un’iniziativa inserita nel Progetto di Storia contemporanea
L’appuntamento rientra nelle attività promosse dal Consiglio regionale del Piemonte attraverso il Comitato della Regione Piemonte per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte. In questo quadro si colloca anche il Progetto di Storia contemporanea, bandito annualmente con l’obiettivo di offrire a studenti e docenti un’occasione di studio e ricerca sui nodi principali del Novecento.
La finalità del progetto è quella di favorire la conoscenza dei fenomeni storici e di alimentare una riflessione critica sul secolo scorso e sul presente. L’intervento in Aula di una studentessa vincitrice del Torneo di Dibattito si inserisce perfettamente in questo percorso, perché lega il lavoro scolastico, la formazione civica e la partecipazione istituzionale in un’unica esperienza pubblica.
Il 25 Aprile come ponte tra istituzioni e nuove generazioni
L’apertura eccezionale della seduta con la voce di una giovane studentessa restituisce così un’immagine precisa della ricorrenza: il 25 Aprile non come semplice celebrazione formale, ma come occasione per rinnovare il rapporto tra memoria, istituzioni e nuove generazioni. Il Consiglio regionale del Piemonte ha scelto di farlo portando dentro l’Aula il punto di vista di chi quella storia non l’ha vissuta, ma ne raccoglie oggi l’eredità attraverso lo studio, il dibattito e la consapevolezza civile.
Nel cuore della celebrazione è emersa quindi una doppia traccia: da un lato la necessità di custodire il significato storico della Liberazione, dall’altro l’urgenza di tradurlo in strumenti concreti di educazione democratica, partecipazione e visibilità pubblica. Una linea che attraversa sia l’invito ai Comuni a valorizzare figure femminili nello spazio urbano, sia il coinvolgimento diretto degli studenti nel racconto della Resistenza e dei principi costituzionali.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to