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Piemonte, riapre l’Osservatorio per l’emergenza idrica

24/06/2026

Piemonte, riapre l’Osservatorio per l’emergenza idrica

La Regione Piemonte riapre l’Osservatorio di emergenza idrica per seguire l’evoluzione della carenza d’acqua sul territorio e preparare le misure necessarie in vista dell’estate. La decisione arriva dopo l’analisi dei dati diffusi da Arpa Piemonte, che indicano un deficit idrico diffuso, con piogge scarse, temperature superiori alla media, fiumi in sofferenza e falde sotto pressione.

Monitoraggio su acqua potabile, agricoltura e fiumi

L’Osservatorio avrà il compito di mantenere un controllo costante sulla disponibilità di acqua potabile, sugli usi agricoli, sullo stato dei bacini fluviali e sullo scenario atteso nelle prossime settimane. Accanto a questa riattivazione, la Regione ha annunciato anche la costituzione di un tavolo dedicato al Lago Maggiore, ritenuto un nodo rilevante per la gestione della risorsa idrica.

L’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati, ha spiegato che il quadro evidenziato da Arpa mostra una situazione già critica: le precipitazioni sono insufficienti, le temperature risultano superiori alla norma e corsi d’acqua e falde stanno risentendo della mancanza di piogge. Con l’arrivo delle ondate di calore, la Regione ritiene necessario intervenire in anticipo, rafforzando il coordinamento tra enti e strutture competenti.

Piogge sotto la media e temperature elevate

I dati Arpa indicano che nell’ultimo mese le precipitazioni medie hanno registrato uno scarto negativo del 44% rispetto alla media climatica del periodo 1991-2020. Tutto il Piemonte risulta interessato da un deficit pluviometrico, con valori più marcati nelle aree settentrionali e orientali, dove lo scarto arriva al 50%.

Le condizioni di siccità vengono definite da lieve a moderata, considerando sia la scala mensile sia quella trimestrale, anche per effetto delle scarse precipitazioni rilevate nei mesi di marzo e aprile. Sul fronte delle temperature, maggio ha fatto segnare un’anomalia positiva media di circa 1,1 gradi rispetto alla norma climatica, risultando il settimo maggio più caldo degli ultimi settant’anni, soprattutto per i valori elevati registrati nell’ultima decade.

Fiumi in deficit e neve in forte calo

La disponibilità idrica superficiale risulta penalizzata anche dalla riduzione della neve al suolo. Per le risorse stoccate sotto forma di equivalente di acqua in neve, insieme agli invasi e al Lago Maggiore, maggio si è chiuso con un valore inferiore alla norma del 31%, con un calo particolarmente marcato nelle aree occidentali e settentrionali del Piemonte.

Anche le portate dei corsi d’acqua mostrano segnali netti di sofferenza. Il Sesia a Palestro ha registrato una portata media inferiore alla norma del 67%, mentre Tanaro, Varaita e Toce presentano deficit vicini al 50%. Il Po, nella chiusura del bacino piemontese, ha segnato nell’ultimo mese una portata media inferiore del 46% rispetto alla media storica mensile.

Per le acque sotterranee, in particolare la falda superficiale, i valori di soggiacenza risultano quasi ovunque superiori alla media del periodo. In alcune aree superano il 75° percentile, un dato che segnala livelli bassi rispetto all’intervallo di riferimento e che potrebbe anticipare condizioni di criticità più marcate.

Il bollettino di giugno conferma una situazione delicata: le piogge restano sotto il 50% e lo stesso andamento riguarda le portate dei corsi d’acqua. I bacini più esposti sono quelli a sud del Po, mentre le previsioni indicano temperature ancora superiori alla norma, anche di 5-6 gradi, e precipitazioni inferiori alla media climatologica. La disponibilità idrica tenderà quindi a ridursi ulteriormente nelle aree occidentali e nel Cuneese.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.