Spinetta Marengo, nuova AIA Syensqo: stop al cC6O4 dal 2027
07/08/2026
Si è conclusa il 5 agosto l’istruttoria per il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale dello stabilimento Syensqo di Spinetta Marengo. La seconda e ultima seduta della Conferenza dei Servizi decisoria, avviata il 22 luglio, ha definito un quadro di prescrizioni condiviso da Provincia e Comune di Alessandria, Arpa Piemonte e ASL AL. Tra le misure principali figurano la cessazione della produzione di cC6O4 dal 1° gennaio 2027, nuovi limiti alle emissioni di PFAS in atmosfera, interventi sulle reti idriche e un rafforzamento del monitoraggio ambientale e sanitario.
Dal 1° gennaio 2027 stop alla produzione di cC6O4
Uno dei punti centrali del nuovo quadro autorizzativo riguarda il cC6O4. Dal 1° gennaio 2027 lo stabilimento di Spinetta Marengo non sarà più autorizzato a produrre questa sostanza.
L’utilizzo potrà proseguire esclusivamente per le quantità ancora presenti nel sito e soltanto per la realizzazione di due prodotti per i quali, secondo quanto comunicato dagli enti coinvolti, non è attualmente disponibile una soluzione tecnologica alternativa. Queste produzioni rappresentano complessivamente circa l’1% dei volumi totali di prodotto finito dello stabilimento.
A regime, anche queste lavorazioni dovranno essere effettuate esclusivamente attraverso la tecnologia NFS, Non-Fluoro-Surfactant, completando quindi il percorso di superamento dell’impiego del cC6O4.
PFAS, limite iniziale di 10 microgrammi per metro cubo
Il rinnovo dell’AIA introduce per la prima volta specifici valori limite per la somma dei PFAS nelle emissioni atmosferiche, oltre a limiti distinti per PFOA e PFOS. Le prescrizioni interesseranno tutti i camini collegati a impianti che utilizzano o hanno utilizzato tensioattivi PFAS.
Per il parametro relativo alla somma dei PFAS, che comprende anche cC6O4, ADV, PFOA e PFOS, viene fissato fin dal rilascio dell’autorizzazione un limite pari a 10 µg/Nmc. Dal 1° luglio 2027 tale valore dovrà essere dimezzato, scendendo a 5 µg/Nmc.
Il percorso diventerà progressivamente più restrittivo per i camini che non saranno più interessati dall’utilizzo del cC6O4. Dal 1° luglio 2028 il limite passerà a 1 µg/Nmc, dal 1° luglio 2029 scenderà a 0,5 µg/Nmc e, entro il 1° luglio 2030, dovrà raggiungere 0,1 µg/Nmc per la quasi totalità dei punti emissivi.
Regole specifiche per i camini ancora collegati al cC6O4
Un percorso differenziato è previsto per i pochi punti emissivi interessati dalla fase transitoria nella quale potrà essere utilizzato il cC6O4 già presente all’interno dello stabilimento.
Per questi camini il limite relativo alla somma dei PFAS verrà ridotto a 2,5 µg/Nmc dal 1° luglio 2028 e successivamente a 1 µg/Nmc dal 1° luglio 2029. Terminato l’utilizzo del composto, anche questi punti emissivi dovranno raggiungere il valore di 0,1 µg/Nmc.
Il provvedimento introduce inoltre limiti specifici per PFOA e PFOS espressi nell’ordine dei nanogrammi per metro cubo. Il PFOA, secondo quanto riportato dagli enti, non viene più impiegato nello stabilimento da molti anni, mentre il PFOS non sarebbe mai stato utilizzato nel sito.
I valori individuati saranno ulteriormente ridotti di un ordine di grandezza dal 1° luglio 2029. Il riferimento adottato è quello degli ITSL, gli Initial Threshold Screening Level con media sulle 24 ore definiti dal Michigan Department of Environment, Great Lakes, and Energy.
Nuovi limiti anche per i composti fluorurati
Il rinnovo dell’autorizzazione interviene anche sull’applicazione delle BAT, Best Available Techniques. Per tutti i punti emissivi dello stabilimento viene richiesto il raggiungimento del valore minimo previsto dalle migliori tecniche disponibili per i composti fluorurati cancerogeni, pari a 1 mg/Nmc.
Si tratta di un livello normalmente applicato agli impianti di nuova realizzazione. Per la quasi totalità dei camini sono inoltre ridotti i valori limite relativi ai composti fluorurati totali. Per i punti nei quali non è stato possibile applicare immediatamente il nuovo livello, il gestore dovrà presentare un piano di fattibilità finalizzato a ulteriori miglioramenti.
Acque, nuovi obiettivi per Bormida e reti interne
Il pacchetto di prescrizioni riguarda anche la gestione delle acque. Syensqo dovrà predisporre un piano pluriennale di gestione e riqualificazione delle reti idriche interrate, destinato ad aumentare la sicurezza degli impianti e a rendere più semplici le attività di controllo, ispezione e monitoraggio.
Per il fiume Bormida vengono inoltre introdotti valori obiettivo più restrittivi. Per il cC6O4 viene fissato un valore di 0,1 µg/l, mentre per il parametro MFS/ADV il riferimento sarà pari a 0,05 µg/l.
L’obiettivo indicato dagli enti è innalzare il livello di tutela del corpo idrico rispetto al precedente quadro autorizzativo, accompagnando le nuove soglie con interventi strutturali sulle reti dello stabilimento.
Prevista una Valutazione di Impatto Sanitario
Il rinnovo dell’AIA introduce infine prescrizioni direttamente collegate alla tutela della salute pubblica. Il gestore dovrà elaborare una Valutazione di Impatto Sanitario, VIS, mentre il monitoraggio ambientale esterno sarà regolato con particolare attenzione alla qualità dell’aria e alla presenza di PFAS, composti clorurati e fluorurati.
Arpa Piemonte viene individuata come soggetto incaricato di svolgere le attività di monitoraggio previste. Il provvedimento definirà inoltre gli obblighi economici e operativi posti a carico del gestore per garantire l’esecuzione dei controlli.
La Conferenza dei Servizi ha quindi chiuso l’istruttoria con un sistema di prescrizioni più restrittivo rispetto a quello precedente. L’atto formale di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale dovrà ora recepire il quadro condiviso, che prevede un progressivo abbassamento dei limiti alle emissioni, la cessazione della produzione del cC6O4 e nuovi strumenti di controllo sull’impatto ambientale e sanitario dello stabilimento di Spinetta Marengo.
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