Siccità in Piemonte, Confagricoltura chiede invasi e reti
23/06/2026
Fiumi sotto la media, piogge insufficienti e campagne esposte a nuovi rischi produttivi: Confagricoltura Piemonte torna a chiedere un piano strutturale per la gestione dell’acqua, con nuovi invasi, reti irrigue più efficienti e una programmazione capace di superare la logica dell’emergenza estiva.
Tanaro e Po sotto osservazione dopo settimane asciutte
Le condizioni idriche del Piemonte mostrano segnali di peggioramento, soprattutto dopo un mese di maggio caratterizzato da scarse precipitazioni e temperature elevate. Le segnalazioni arrivate dal territorio indicano livelli preoccupanti per alcuni corsi d’acqua, a partire dal Tanaro, principale affluente piemontese del Po, che presenta portate fortemente inferiori alla norma.
Anche il Po, nel tratto torinese, registra valori bassi rispetto al periodo, mentre dall’inizio dell’anno le precipitazioni regionali risultano inferiori di circa il 10% rispetto alla media storica. Per il mondo agricolo si tratta di un dato che incide direttamente sulla pianificazione delle colture, sull’irrigazione e sulla tenuta delle produzioni nei mesi più caldi.
Confagricoltura Piemonte interpreta questi numeri come un segnale da affrontare con interventi di medio e lungo periodo. La disponibilità di acqua, secondo l’organizzazione agricola, non può essere considerata una condizione garantita, soprattutto in un contesto segnato dall’alternanza tra piogge intense e fasi prolungate di siccità.
Allasia: trattenere l’acqua quando è disponibile
Il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia, richiama la necessità di cambiare approccio nella gestione della risorsa idrica. Le imprese agricole, spiega, si confrontano ormai con effetti climatici concreti, che richiedono la capacità di accumulare l’acqua nei periodi favorevoli e renderla disponibile quando campi, allevamenti e filiere ne hanno bisogno.
Per l’associazione la priorità è realizzare nuovi invasi, completare quelli già programmati, aumentare la capacità di accumulo diffusa sul territorio e proseguire nella modernizzazione della rete irrigua. L’obiettivo è ridurre le perdite, migliorare la distribuzione e rendere l’intero sistema più adatto a sostenere le esigenze produttive dell’agricoltura piemontese.
A rischio colture, foraggi e filiere zootecniche
La scarsità d’acqua non riguarda soltanto le colture irrigue, ma può incidere anche sulla produzione di mais, prati e foraggi destinati all’alimentazione animale. Gli effetti, in caso di stress idrico prolungato, possono raggiungere le filiere lattiero-casearie e quelle della carne, comparti centrali per l’agroalimentare piemontese.
Confagricoltura Piemonte chiede quindi che le infrastrutture idriche vengano considerate opere strategiche per lo sviluppo regionale, al pari delle grandi reti di trasporto e logistica. Secondo Allasia, il territorio dispone di competenze tecniche, consorzi irrigui e professionalità in grado di sostenere una pianificazione più avanzata, ma serve mettere a sistema queste risorse con investimenti adeguati.
La sicurezza idrica viene indicata come una delle condizioni decisive per la competitività agricola dei prossimi decenni. Garantire acqua all’agricoltura significa proteggere raccolti, allevamenti, ambiente e comunità locali, evitando che ogni nuova estate si trasformi in una corsa contro il tempo.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to