Alessandria, barriera di 27 km contro le zanzare migratorie
17/07/2026
Il Comune di Alessandria conferma il piano integrato per prevenire e contenere la proliferazione delle zanzare, affiancando ai trattamenti ordinari una fascia di protezione lunga circa 27 chilometri. Il programma comprende interventi contro le larve, controlli della rete fognaria, attività invernali sulle specie svernanti e trattamenti barriera destinati a limitare l’arrivo degli insetti dalle aree risicole della Lomellina.
L’amministrazione ha rinnovato l’adesione al progetto regionale coordinato da IPLA S.p.A., integrandolo con le attività sviluppate insieme al dottor Asghar Talbalaghi, ai tecnici di AMAG Reti Idriche e alla società C.I.A. S.r.l. Controllo Infestazioni Ambientali. La decisione di proseguire nasce dai risultati registrati attraverso il monitoraggio delle diverse fasi del ciclo biologico delle zanzare.
Trappole e microtelecamere nella rete fognaria
Il piano utilizza trappole, sonde ambientali e microtelecamere per controllare la presenza degli insetti nella rete fognaria comunale. I dati raccolti consentono ai tecnici di individuare le zone maggiormente esposte, verificare l’efficacia dei trattamenti e programmare gli interventi sulla base delle condizioni rilevate sul territorio.
Durante il periodo invernale sono state realizzate operazioni rivolte alle femmine svernanti di Culex pipiens, specie indicata come principale vettore del virus West Nile. Secondo le verifiche effettuate, le attività hanno ridotto la presenza degli esemplari e ritardato la comparsa delle prime generazioni stagionali.
Il programma comprende anche trattamenti larvicidi nei tombini e negli altri punti dove l’acqua può ristagnare. Nei contesti privati prosegue l’impiego sperimentale dei “TombiniNet”, reti progettate per impedire alle zanzare di entrare o uscire dai pozzetti. Il sistema, ideato dal referente comunale del progetto, è stato successivamente approfondito attraverso studi e pubblicazioni di settore.
Una fascia protettiva tra colline e pianura
Una parte specifica del piano riguarda le zanzare migratorie provenienti dalle risaie della Lomellina. La conformazione geografica del territorio favorisce la concentrazione degli insetti soprattutto nelle aree di Valmadonna e della Val San Bartolomeo. Per limitarne l’ingresso saranno mantenuti i trattamenti lungo tre distinti percorsi, individuati dai tecnici come barriera di protezione del territorio comunale.
Il primo tracciato attraverserà la zona collinare partendo dall’eremo di Betania. Il percorso proseguirà lungo la strada delle Serre e nell’area delle Antenne, scenderà verso Pietra Marazzi e continuerà sulla strada vecchia per Montecastello, raggiungendo Rivarone e il fiume Tanaro.
Il secondo segmento partirà dalla zona situata di fronte all’eremo di Betania e procederà verso ovest. Il percorso scenderà attraverso via Sabbione fino a Valmadonna, per poi collegarsi all’area di Pietra Marazzi.
Il terzo itinerario interesserà invece la pianura. Avrà inizio al confine con Alluvioni Piovera, seguirà la vecchia strada sterrata per Sale e lambirà la frazione di Lobbi. Attraverserà poi Castelceriolo sopra l’autostrada, proseguirà lungo via Grilla e raggiungerà l’incrocio con via Marengo, concludendosi nei pressi del fiume Bormida.
Nuovi studi per migliorare i trattamenti
Accanto agli interventi già programmati continueranno le attività di ricerca e monitoraggio scientifico. Nei prossimi mesi saranno avviati nuovi progetti sperimentali per valutare sistemi di contenimento sostenibili e adeguare i trattamenti alle caratteristiche delle diverse specie presenti.
L’assessore comunale all’Ambiente Daniele Coloris ha attribuito i risultati ottenuti alla continuità delle operazioni svolte durante l’inverno e la primavera. L’amministrazione considera determinante il lavoro realizzato dalla squadra coordinata dal dottor Talbalaghi, insieme a IPLA, alle imprese incaricate e agli altri Comuni coinvolti nel programma.
Il Comune sottolinea tuttavia che una quota rilevante dei focolai larvali si sviluppa all’interno delle proprietà private. Sottovasi, secchi, annaffiatoi, grondaie o piccoli contenitori lasciati all’aperto possono trattenere acqua e creare condizioni favorevoli alla riproduzione degli insetti.
L’appello ai cittadini contro i ristagni d’acqua
L’amministrazione invita i residenti a svuotare regolarmente i contenitori presenti in cortili, balconi, orti e giardini; a eliminare i ristagni; a coprire con reti adeguate le raccolte d’acqua che non possono essere rimosse; a mantenere pulite le grondaie e a utilizzare prodotti antilarvali nei punti maggiormente esposti.
La collaborazione dei cittadini viene considerata essenziale per completare l’azione svolta negli spazi pubblici. I trattamenti comunali possono infatti ridurre la presenza degli insetti lungo strade, fossati e rete fognaria, ma non possono raggiungere automaticamente i focolai presenti nelle abitazioni e nelle aree private.
Il piano resterà operativo per tutta la stagione, con verifiche periodiche sui risultati e possibili adeguamenti delle operazioni. L’obiettivo è contenere il disagio provocato dalle zanzare e ridurre i rischi sanitari collegati alle specie capaci di trasmettere virus.
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