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Alessandria, ex Ecolibarna: servono altri 10 milioni per la bonifica

17/06/2026

Alessandria, ex Ecolibarna: servono altri 10 milioni per la bonifica

La bonifica del Sito di interesse nazionale dell’ex Ecolibarna di Serravalle Scrivia, che coinvolge anche il territorio di Stazzano, resta una delle principali emergenze ambientali della provincia di Alessandria. Il tema è tornato in Consiglio regionale attraverso un’interrogazione presentata da Pasquale Coluccio del Movimento 5 Stelle, alla quale ha risposto l’assessore Gian Luca Vignale, riportando una nota dell’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati.

Interventi avviati dal 2015, ma il sito non è ancora bonificato

Nel corso della risposta, Vignale ha ricordato che dal 2015 sono stati realizzati gli interventi previsti dall’Accordo di programma sottoscritto tra Ministero dell’Ambiente, Regione Piemonte, Provincia di Alessandria e Comune di Serravalle Scrivia. Le attività hanno riguardato il pompaggio e il trattamento delle acque di falda, la manutenzione degli impianti, il completamento delle opere di contenimento delle discariche, la rimozione dei terreni contaminati e il monitoraggio ambientale.

Il quadro emerso dall’interrogazione, però, resta complesso. Coluccio ha evidenziato che, secondo i dati del Ministero dell’Ambiente aggiornati a giugno 2025, dei 74 ettari complessivi del sito soltanto una parte risulta effettivamente indagata. Una quota rilevante dell’area dispone di un piano di caratterizzazione approvato, ma non ancora eseguito, mentre non risultano superfici certificate come completamente bonificate.

La situazione conferma la delicatezza di un’area segnata da una contaminazione storica, nella quale le attività di messa in sicurezza e risanamento procedono da anni, ma non hanno ancora prodotto una chiusura definitiva del procedimento ambientale. Il Sin dell’ex Ecolibarna resta quindi al centro dell’attenzione istituzionale per l’impatto potenziale su suolo, falde e territorio circostante.

Contaminanti nei terreni e nelle acque sotterranee

Dalle indagini richiamate in Consiglio regionale emerge la presenza di numerosi contaminanti nei terreni e nelle acque sotterranee. Tra le sostanze indicate figurano idrocarburi, composti organici, fitofarmaci, metalli pesanti, Pcb e Ddt. Nelle falde sono stati rilevati anche composti organoalogenati e idrocarburi aromatici.

I monitoraggi effettuati da Arpa Piemonte tra il 2022 e il 2024 mostrano concentrazioni con andamento molto variabile. Questo elemento, secondo quanto riferito in Aula, rende ancora impossibile una valutazione definitiva sull’efficacia degli interventi già realizzati. La variabilità dei dati impone quindi di proseguire con controlli, analisi e azioni di messa in sicurezza, prima di poter arrivare a una conclusione tecnica certa.

Il nodo principale riguarda la necessità di completare il quadro conoscitivo dell’area e di definire le ulteriori opere necessarie. La presenza di contaminanti diversi, distribuiti tra suoli e acque sotterranee, richiede infatti interventi mirati e una programmazione economica adeguata, soprattutto in un sito di interesse nazionale nel quale le competenze coinvolgono più livelli istituzionali.

Nuovo accordo di programma e risorse da reperire

All’inizio del 2026 la Regione Piemonte ha avviato un confronto con il Ministero dell’Ambiente per arrivare a un nuovo Accordo di programma. Nel mese di marzo, Regione, Provincia di Alessandria e Comune di Serravalle Scrivia hanno presentato due proposte: una dedicata alla gestione e alla messa in sicurezza del sito, con impianti, monitoraggi e manutenzioni, e una finalizzata alla progettazione delle ulteriori opere di bonifica.

Secondo le stime attuali, per completare il risanamento ambientale saranno necessari circa 10 milioni di euro aggiuntivi, oltre ai 3,4 milioni già disponibili. La Regione ha quindi avviato interlocuzioni con il Ministero per reperire le risorse necessarie e portare avanti gli interventi ancora mancanti.

Durante la stessa seduta sono state discusse anche altre interrogazioni su temi ambientali, infrastrutturali, sociali e sanitari. Tra gli argomenti affrontati figurano il rischio siccità, le aree agricole di elevato valore, la ricerca di acque minerali e termali nel Biellese, il Fondo nazionale Trasporti, l’archivio storico de “La Stampa”, il recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, la gratuità del vaccino anti-Hpv, la trasparenza delle liste d’attesa e la valorizzazione del patrimonio immobiliare piemontese della Rai.

Il caso dell’ex Ecolibarna resta però uno dei dossier ambientali più sensibili del territorio alessandrino. La nuova fase di confronto con il Ministero sarà decisiva per capire tempi, risorse e modalità operative della bonifica, in un’area dove la tutela ambientale richiede continuità amministrativa, fondi adeguati e monitoraggi costanti.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.