Piemonte, 11,5 milioni per semafori intelligenti contro traffico e smog
03/09/2026
La Regione Piemonte investe oltre 11,5 milioni di euro in un nuovo sistema basato sull’intelligenza artificiale per gestire il traffico urbano, ridurre le code e contenere le emissioni inquinanti. Il progetto sperimentale “Intelligenza artificiale al servizio del traffico” partirà entro la fine del 2026 da piazza Rebaudengo a Torino e sarà successivamente esteso a sette Comuni della prima cintura. La piena entrata in funzione dell’intera rete è prevista entro il 2029.
Prima sperimentazione a Torino entro fine 2026
Il primo banco di prova sarà uno degli snodi più trafficati dell’area torinese: piazza Re Rebaudengo. Successivamente il sistema interesserà Beinasco, Orbassano, Grugliasco, Collegno, Settimo Torinese, San Mauro Torinese e Venaria Reale, territori caratterizzati da importanti flussi veicolari e collegamenti con il trasporto pubblico.
L’intervento rientra nell’attuazione del Piano regionale di qualità dell’aria e dispone di risorse statali per 11.591.128,50 euro. La Regione gestirà direttamente la misura, occupandosi della realizzazione e della completa messa in esercizio del servizio, con l’intento di alleggerire gli adempimenti amministrativi a carico dei Comuni coinvolti.
L’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati ha presentato il progetto come un cambio di impostazione nelle politiche ambientali, puntando sull’uso della tecnologia per intervenire contemporaneamente sulla qualità dell’aria e sulla fluidità della circolazione.
Semafori regolati anche in base ai livelli di inquinamento
Il progetto prevede l’installazione di sensori avanzati negli incroci più critici, capaci di rilevare in tempo reale l’andamento del traffico. I dati saranno elaborati insieme alle informazioni sulla qualità dell’aria provenienti dalle centraline Arpa, con particolare attenzione ai livelli di PM10, PM2.5 e ossidi di azoto.
L’intelligenza artificiale, integrata con la centrale 5T, dovrà quindi modificare automaticamente i tempi semaforici in funzione delle condizioni rilevate. L’obiettivo è ridurre le situazioni nelle quali lunghe file di veicoli rimangono ferme con il motore acceso, intervenendo nei punti dove la congestione determina maggiori criticità.
Secondo la Regione, l’elemento distintivo del modello piemontese rispetto ad altre sperimentazioni europee sarebbe proprio l’utilizzo congiunto dei dati sul traffico e dei livelli di inquinamento per decidere in tempo reale come regolare gli impianti semaforici.
Pannelli informeranno gli automobilisti su code e percorsi alternativi
Il secondo pilastro del programma riguarda l’infomobilità. Lungo le principali arterie di ingresso nei centri urbani saranno installati pannelli a messaggio variabile, destinati a fornire indicazioni tempestive in caso di congestione o di particolari condizioni ambientali.
Gli automobilisti potranno ricevere informazioni prima di raggiungere i punti maggiormente congestionati e valutare eventuali percorsi alternativi. L’intento è evitare che nuovi veicoli confluiscano verso aree già interessate da code, contribuendo così a distribuire meglio i flussi sulla rete stradale.
La Regione descrive il sistema come una futura “infrastruttura cooperativa”, nella quale strade, semafori, centrali di gestione e veicoli potranno progressivamente scambiarsi informazioni utili alla circolazione.
Coinvolti Torino e sette Comuni della cintura
Il provvedimento, identificato come Dgr 14-2658/2026, è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte del 3 settembre. Parallelamente Marnati ha inviato una comunicazione ai sindaci dei Comuni interessati per avviare un confronto operativo sul progetto.
Il tavolo coinvolgerà Torino e i sette Comuni della prima cintura individuati dalla Regione, con l’obiettivo di definire nel dettaglio le aree di intervento e le modalità di integrazione con le infrastrutture già esistenti.
Gare previste entro settembre 2027, sistema completo nel 2029
Il cronoprogramma prevede la pubblicazione della manifestazione di interesse entro dicembre 2026. La fase di co-progettazione dovrebbe partire all’inizio del 2027, mentre l’avvio delle gare d’appalto è programmato entro settembre dello stesso anno.
La messa in funzione progressiva accompagnerà quindi l’espansione del sistema dai primi nodi sperimentali alla rete metropolitana più ampia, fino al completamento previsto nel 2029.
Per l’assessorato regionale all’Ambiente, la riduzione delle code potrà incidere direttamente sulle emissioni generate dai veicoli fermi o in marcia a bassa velocità. Il progetto punta così a utilizzare la gestione digitale del traffico come uno degli strumenti del Piano regionale per la qualità dell’aria, affiancando gli interventi ambientali tradizionali con sistemi di controllo dinamico della mobilità.
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