Piemonte, 43,3 milioni per il nuovo Piano qualità dell’aria
15/07/2026
Il Consiglio delle Autonomie Locali del Piemonte ha approvato all’unanimità la proposta di aggiornamento del Piano regionale di qualità dell’aria, adottato nel 2024. Il provvedimento prevede una variazione di spesa pari a 43,3 milioni di euro e introduce interventi compensativi e alternativi al blocco dei veicoli diesel Euro 5, con l’obiettivo di mantenere l’equilibrio complessivo delle emissioni sul territorio regionale.
La proposta è stata illustrata all’assemblea del Cal dall’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati. Il parere favorevole dell’organismo, presieduto da Mauro Barisone, rappresenta un passaggio nel percorso di aggiornamento delle politiche piemontesi contro l’inquinamento atmosferico. Le risorse saranno concentrate sui settori dei trasporti, dell’agricoltura, dell’energia e del riscaldamento.
Misure alternative al blocco dei diesel Euro 5
Una parte consistente degli interventi riguarderà la mobilità. Il nuovo quadro prevede la promozione dell’utilizzo del biodiesel anche per i mezzi privati, insieme al potenziamento delle forme di trasporto sostenibile.
La Regione punta inoltre a utilizzare sistemi basati sull’intelligenza artificiale per migliorare la gestione del traffico. Le tecnologie potranno contribuire all’analisi dei flussi veicolari e alla regolazione della circolazione, con l’intento di ridurre congestioni, tempi di percorrenza ed emissioni prodotte nelle aree maggiormente interessate dal traffico.
Le nuove azioni dovranno compensare gli effetti emissivi derivanti dalla mancata introduzione del divieto generalizzato per i diesel Euro 5. Il principio seguito dalla Regione è mantenere invariati gli obiettivi di riduzione degli inquinanti attraverso un insieme di misure distribuite tra diversi comparti produttivi e ambiti territoriali.
Coperture agricole contro le emissioni di ammoniaca
Nel settore agricolo saranno finanziati interventi per limitare la dispersione di ammoniaca nell’atmosfera. Il piano prevede sostegni alla realizzazione di coperture destinate alle strutture nelle quali vengono conservati materiali capaci di generare emissioni.
La riduzione dell’ammoniaca è collegata anche al contrasto del particolato secondario, che può formarsi in atmosfera attraverso reazioni tra differenti sostanze. Gli interventi dovranno quindi contribuire al miglioramento della qualità dell’aria nelle aree rurali e nei territori della pianura piemontese.
Le modalità operative, i criteri di accesso alle risorse e la distribuzione dei finanziamenti dovranno essere definiti nelle successive fasi di attuazione. Il coinvolgimento degli enti locali sarà rilevante per adattare le misure alle caratteristiche ambientali e produttive dei diversi territori.
Azioni su edifici, impianti e riscaldamento a biomassa
Il piano comprende anche provvedimenti rivolti al settore energetico e agli impianti di riscaldamento. L’obiettivo è contenere le emissioni prodotte dagli edifici, con particolare attenzione ai sistemi alimentati a biomassa.
Le azioni potranno interessare l’efficienza degli impianti, il rinnovo delle apparecchiature e l’adozione di soluzioni capaci di ridurre la quantità di sostanze inquinanti liberate durante la combustione. Il riscaldamento domestico rappresenta infatti una delle fonti sulle quali il Piano regionale intende intervenire insieme al traffico e alle attività agricole.
La variazione da 43,3 milioni consentirà di ampliare gli strumenti disponibili e di distribuire gli interventi su più settori, evitando di affidare il raggiungimento degli obiettivi ambientali a una singola limitazione della circolazione.
Nel 2025 rispettato il limite annuale del biossido di azoto
Durante la presentazione, Marnati ha richiamato i dati rilevati nel 2025 da Arpa Piemonte. Per la prima volta, in tutto il territorio regionale è stato rispettato il valore limite della media annuale del biossido di azoto previsto per la protezione della salute.
Anche i dati relativi al particolato atmosferico indicano una riduzione progressiva dei livelli di inquinamento. L’aggiornamento del Piano dovrà consolidare questa tendenza, concentrando le risorse sulle fonti emissive ancora rilevanti e valutando l’efficacia delle misure attraverso il monitoraggio ambientale.
Il voto unanime del Consiglio delle Autonomie Locali conferma il sostegno degli enti territoriali alla proposta. Il provvedimento proseguirà ora il proprio iter istituzionale, mentre Regione e amministrazioni locali saranno chiamate a coordinare l’applicazione degli interventi previsti.
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