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Piemonte, Unioni di Comuni: proroga al 2027 sulla contiguità

06/10/2026

Piemonte, Unioni di Comuni: proroga al 2027 sulla contiguità

La Settima Commissione del Consiglio regionale del Piemonte, presieduta da Andrea Cerutti, ha avviato l’esame del disegno di legge 170, che interviene sulla disciplina associativa degli Enti locali. Le prime determinazioni prevedono consultazioni in presenza con i soggetti interessati il prossimo 15 ottobre, oltre al consueto parere del Consiglio delle Autonomie Locali.

Termine spostato al 31 dicembre 2027

L’assessore regionale agli Enti locali Enrico Bussalino ha spiegato che la proposta punta a prorogare il termine per l’adeguamento al principio di contiguità territoriale, scaduto il 30 giugno scorso, portandolo al 31 dicembre 2027.

La proroga dovrebbe consentire alla Regione di affrontare la questione in modo organico nell’ambito della futura legge regionale di riordino della materia, evitando nel frattempo effetti immediati sulle forme associative già esistenti.

Secondo i dati illustrati in Commissione, nella Carta delle forme associative del Piemonte risultano attualmente 82 Unioni di Comuni. Di queste, 22 non rispettano il requisito della contiguità territoriale previsto dalla normativa vigente.

Consultazioni fissate per il 15 ottobre

La Commissione ha quindi deciso di procedere con le audizioni dei soggetti interessati prima di proseguire l’iter legislativo. Le consultazioni saranno svolte in presenza il 15 ottobre e saranno affiancate dal parere del Cal.

Il confronto servirà a raccogliere osservazioni e valutazioni da parte degli enti locali coinvolti, in vista della successiva discussione sul disegno di legge 170 e della definizione del nuovo quadro normativo regionale.

Montà verso il ritorno al nome “Montà d’Alba”

Nella stessa seduta la Settima Commissione ha approvato all’unanimità per l’esame dell’Aula una proposta di deliberazione relativa al Comune di Montà, in provincia di Cuneo.

Il Consiglio comunale ha infatti avviato l’iter istituzionale per ripristinare la denominazione storica di “Montà d’Alba”, utilizzata fino alla metà del secolo scorso.

Bussalino ha spiegato che la richiesta è sostenuta da motivazioni storiche, sociali, turistiche ed economiche. Montà viene considerata da tempo inserita nell’area di influenza della città di Alba e nel territorio dell’Albese, con relazioni consolidate con il sistema delle colline circostanti.

Durante la discussione sono intervenuti anche i consiglieri Franco Graglia di Forza Italia e Sarah Disabato del Movimento 5 Stelle.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to