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Incendi in Piemonte, fino a 900 ettari e 700mila alberi persi

13/07/2026

Incendi in Piemonte, fino a 900 ettari e 700mila alberi persi

Tra 800 e 900 ettari di territorio sono stati interessati dagli incendi che hanno colpito diverse aree del Piemonte, con un bilancio ambientale ancora provvisorio di circa 700mila alberi distrutti. Superata la fase più intensa dell’emergenza, la Regione sta predisponendo piani straordinari per il recupero dei boschi nelle province di Torino, Vercelli, Novara e Verbano-Cusio-Ossola. Gli interventi partiranno quando le condizioni del terreno consentiranno di operare in sicurezza.

La Valsesia è l’area più colpita dai roghi

Il territorio maggiormente danneggiato è la Valsesia, dove le fiamme hanno percorso circa 450 ettari. A Premosello Chiovenda, nel Verbano-Cusio-Ossola, l’incendio ha interessato 226 ettari e ha distrutto una parte consistente della superficie forestale, con danni a querceti, faggete e formazioni vegetali pioniere.

In Valle Soana, nel Torinese, il fuoco si è sviluppato inizialmente in zone impervie ricoperte da erba olina e rododendri, raggiungendo successivamente boschi di abeti e larici. L’estensione dei roghi e la conformazione montana dei luoghi hanno reso complesse le operazioni di spegnimento, condotte con squadre a terra e mezzi aerei.

Secondo le informazioni raccolte dai Vigili del Fuoco, gli incendi sarebbero stati innescati dai fulmini caduti durante i temporali. Le fiamme si sono poi propagate rapidamente a causa dei terreni secchi, delle temperature elevate e dei forti venti provenienti da nord.

Caldo, siccità e foehn hanno aumentato il pericolo

Le condizioni meteorologiche hanno avuto un peso determinante. Le temperature elevate, registrate dalla fine di maggio ai primi giorni di luglio, sono state accompagnate da precipitazioni scarse, lasciando la vegetazione particolarmente asciutta e vulnerabile.

La nuova ondata di calore iniziata nei primi giorni di luglio ha aggravato il quadro. Mercoledì 8 luglio sono state rilevate temperature massime eccezionali, mentre i venti di foehn in quota hanno favorito la diffusione delle fiamme. I bollettini elaborati dal Centro funzionale di Arpa Piemonte avevano segnalato un progressivo aumento della pericolosità, diventata elevata e diffusa proprio nella giornata dell’8 luglio.

La Regione ha sottolineato il ruolo dell’intervento coordinato dei Vigili del Fuoco, dei volontari antincendi boschivi e dei piloti dei mezzi aerei. Le simulazioni realizzate da Arpa Piemonte e dagli uffici regionali indicano che, senza il contenimento tempestivo, il fuoco avrebbe potuto raggiungere altri 3.500 ettari di massa forestale continua.

Piani di ripristino dopo il monitoraggio dei boschi

L’assessore regionale alla Montagna Marco Gallo ha annunciato l’avvio della progettazione degli interventi di recupero, richiamando il modello utilizzato dopo i grandi incendi del 2017. Prima di procedere con nuove piantumazioni, tecnici e forestali dovranno però verificare la capacità del bosco di rigenerarsi autonomamente.

La valutazione servirà a individuare le aree nelle quali la rinnovazione naturale può essere sufficiente e quelle dove sarà necessario intervenire con piante provenienti dai vivai. I lavori dovranno comprendere anche la stabilizzazione dei versanti e la protezione dei terreni esposti al rischio di erosione dopo la perdita della copertura vegetale.

I primi segnali di recupero potrebbero comparire entro due-cinque anni, con il ritorno di erbe, arbusti e specie pioniere. Per la formazione di un bosco giovane saranno necessari circa 15-20 anni, mentre gli ecosistemi maturi composti da querce, faggi e conifere d’alto fusto potrebbero richiedere oltre 50-70 anni per ricostituire una struttura simile a quella precedente agli incendi.

Danni alla fauna e agli habitat montani

La perdita di vegetazione rappresenta soltanto una parte del danno registrato. Il fuoco e il fumo hanno colpito insetti impollinatori, rettili, microfauna e uccelli nel periodo della nidificazione. Caprioli, camosci e altri mammiferi sono stati costretti ad allontanarsi dalle aree percorse dalle fiamme, avvicinandosi in alcuni casi a strade e centri abitati.

L’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati ha ringraziato tutte le squadre impegnate nelle operazioni, evidenziando che il loro intervento avrebbe permesso di salvare oltre 3 milioni di alberi e di proteggere alcune frazioni situate nei fondovalle. La fase successiva sarà dedicata al monitoraggio degli ecosistemi, alla prevenzione del dissesto e alla definizione delle priorità di ripristino.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.