Piemonte, legge sull’orientamento sportivo verso l’Aula
10/07/2026
La sesta Commissione del Consiglio regionale del Piemonte ha concluso l’istruttoria sulla Proposta di legge 97 dedicata alle misure in materia di orientamento sportivo. Il testo, presentato dal consigliere Davide Zappalà di Fratelli d’Italia, era tornato all’esame della Commissione dopo un primo passaggio in Aula e potrebbe essere nuovamente discusso dal Consiglio regionale dopo la pausa estiva.
Il testo modificato dopo audizioni ed emendamenti
La seduta è stata presieduta dal vicepresidente Daniele Sobrero. Nel corso dell’esame sono stati valutati i contributi presentati dai gruppi di maggioranza e opposizione, insieme alle osservazioni raccolte durante le audizioni dei soggetti interessati.
Secondo Zappalà, il lavoro svolto ha consentito di rendere il provvedimento più organico e completo rispetto alla versione iniziale. L’obiettivo della proposta è introdurre strumenti e iniziative capaci di sostenere l’orientamento alla pratica sportiva, definendo un quadro regionale più strutturato per accompagnare cittadini e famiglie nella scelta delle attività.
Il provvedimento dovrà ora tornare in Aula per la discussione e il voto definitivo. La calendarizzazione potrebbe avvenire dopo la sospensione estiva dei lavori consiliari, una volta completati i passaggi tecnici e amministrativi successivi alla conclusione dell’istruttoria.
Il Pd riconosce i miglioramenti apportati
Il relatore di minoranza Domenico Ravetti, intervenuto per il Partito democratico insieme a Emanuela Verzella, ha riconosciuto i cambiamenti introdotti durante il nuovo esame in Commissione. Ravetti ha dichiarato che il testo è stato migliorato e ha annunciato l’intenzione di non proseguire con ulteriori modifiche oltre quelle strettamente legate al merito.
Il gruppo del Pd dovrebbe quindi ritirare in Aula quasi tutti gli emendamenti precedentemente presentati. La scelta segnala un avvicinamento tra le diverse posizioni politiche sul contenuto della proposta, pur lasciando aperto il confronto sulle misure concrete e sulle modalità con cui saranno applicate.
La conclusione dell’istruttoria rappresenta un passaggio necessario per riportare il testo davanti all’assemblea legislativa regionale. Nel corso della discussione finale potranno essere valutati gli emendamenti rimasti e le eventuali modifiche richieste dai gruppi.
Sei esperti per la Consulta sul patrimonio linguistico
Durante la stessa seduta, la Commissione ha espresso a maggioranza parere preventivo favorevole sulla proposta della Giunta regionale relativa ai criteri per la nomina di sei esperti nella Consulta per la valorizzazione e la promozione del patrimonio linguistico e dialettale del Piemonte.
La proposta è stata illustrata per la Giunta dall’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli. La Consulta svolge funzioni di osservatorio, formula pareri e proposte rivolti all’esecutivo regionale e partecipa alla predisposizione del Programma triennale della cultura.
L’organismo viene nominato con decreto del presidente della Giunta e rimane in carica per l’intera durata della legislatura. La sua composizione comprende il presidente della Regione o un delegato, tre consiglieri regionali, tra cui un rappresentante della minoranza, e sei esperti indicati dalla Giunta dopo il parere della Commissione consiliare competente.
Partecipazione gratuita per tutti i componenti
Uno dei sei esperti dovrà essere indicato congiuntamente dalle associazioni rappresentative degli enti locali: Anci, Anpci, Uncem, Ali e Upi. Alla Consulta potranno inoltre partecipare, su designazione dei rispettivi enti, rappresentanti dell’Università di Torino, del Politecnico di Torino e dell’Università del Piemonte Orientale.
Tutti i componenti svolgeranno l’incarico gratuitamente, senza compensi né rimborsi spese. Durante l’esame della proposta sono intervenuti per chiedere chiarimenti i consiglieri Gianna Gancia della Lega, Pasquale Coluccio del Movimento 5 Stelle e Marina Bordese di Fratelli d’Italia.
Il parere favorevole consente alla Giunta di proseguire con la definizione delle nomine e con l’attivazione della Consulta, chiamata a sostenere le politiche regionali dedicate alla tutela delle lingue locali, dei dialetti e delle espressioni culturali presenti sul territorio piemontese.
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